Torino Città del Cinema: Location, Film Commission e Come Girare
1 agosto 2026 · 16 min di lettura
Chiedi a un location manager italiano qual è la grande città più accogliente per una troupe e la risposta, molto spesso, è la stessa: girare a Torino è semplicemente più facile. Non è un caso né una moda recente. Torino è stata la prima capitale del cinema italiano — qui, nei primi anni del Novecento, nascevano le case di produzione che inventarono il kolossal, qui fu girato Cabiria nel 1914 — e quella vocazione non se n'è mai andata. Oggi la Mole Antonelliana, simbolo della città, ospita il Museo Nazionale del Cinema: difficile immaginare una dichiarazione d'identità più esplicita.
Ma il patrimonio da solo non basta a spiegare perché produzioni di film, serie TV e spot continuino a scegliere il capoluogo piemontese. Contano tre cose molto concrete: un'architettura capace di trasformarsi in mille città diverse, costi sensibilmente più bassi di Milano e Roma, e un ecosistema — istituzioni, maestranze, proprietari di location — abituato da decenni a lavorare con le troupe. Vediamo come funziona davvero, zona per zona e permesso per permesso.
La prima capitale del cinema italiano
Prima di Cinecittà ci fu Torino. Tra il 1904 e la Prima guerra mondiale la città era il cuore pulsante dell'industria cinematografica nazionale, con decine di case di produzione e teatri di posa. Poi il baricentro si spostò a Roma, ma Torino ha conservato — e negli ultimi vent'anni rilanciato — la sua infrastruttura culturale: il Museo Nazionale del Cinema alla Mole, il Torino Film Festival, una rete di sale storiche e una comunità professionale di direttori della fotografia, macchinisti, elettricisti e scenografi che vive di produzione, non di rendita.
Perché ti riguarda: una città con questa storia ha maestranze locali esperte e cittadini abituati ai set. Quando chiudi una via per un ciak, a Torino nessuno si stupisce.
Perché le produzioni scelgono Torino
L'architettura è un archivio di epoche. Nel raggio di pochi chilometri passi dal barocco monumentale del centro al liberty dei quartieri residenziali, dall'archeologia industriale del Novecento ai grattacieli contemporanei. Torino ha interpretato sullo schermo Parigi, Vienna, la Russia zarista e la periferia americana: è una città-trasformista, e per una produzione questo significa girare "tre città" con una sola base logistica.
I costi sono più bassi. Affitti di location private, alloggi per la troupe, catering, parcheggi mezzi: a parità di qualità, il conto torinese è sensibilmente più leggero di quello milanese o romano. Ci torniamo con numeri indicativi più avanti.
La città collabora. Dalle istituzioni ai condomini, la cultura del set è radicata. Le pratiche per l'occupazione di suolo pubblico seguono percorsi rodati e i tempi di risposta sono, in media, tra i più rapidi tra le grandi città italiane.
Film Commission Torino Piemonte: cosa fa davvero
Fondata nel 2000, Film Commission Torino Piemonte è una delle film commission più attive e strutturate d'Italia, ed è una delle ragioni concrete per cui le produzioni continuano a tornare. In termini generali, il suo lavoro si muove su tre binari:
- Supporto logistico: orientamento su location, facilitazione dei rapporti con gli enti locali per permessi e occupazioni di suolo pubblico, messa in contatto con maestranze e fornitori del territorio
- Sostegno economico: il sistema piemontese prevede fondi regionali dedicati all'audiovisivo che sostengono produzioni cinematografiche e televisive che girano e spendono sul territorio — le condizioni specifiche variano nel tempo, quindi vanno verificate sui canali ufficiali in fase di sviluppo del progetto
- Accompagnamento: dalla fase di scouting alla lavorazione, con un presidio che riduce i tempi morti tipici di chi arriva in una città che non conosce
Da sapere: il supporto della film commission riguarda soprattutto il rapporto con il territorio e gli spazi pubblici. Per le location private — appartamenti, ville, loft — il contatto e il contratto restano tra produzione e proprietario.
Torino set per set: le zone da conoscere
Il centro barocco e i portici
Piazza Castello, via Po, piazza San Carlo, via Roma: il centro di Torino è un set barocco a cielo aperto, con 18 chilometri di portici che regalano prospettive infinite e — dettaglio che ogni direttore della fotografia apprezza — la possibilità di girare anche con la pioggia. Le facciate uniformi e la pianta ortogonale romana rendono il centro perfetto per period drama e per "interpretare" altre capitali europee.
Ideale per: film in costume, spot eleganti, scene di città ottocentesca o primo Novecento.
San Salvario e Vanchiglia
I due quartieri della Torino giovane. San Salvario, tra la stazione di Porta Nuova e il Valentino, mescola palazzi umbertini, locali, botteghe multietniche e un'energia da metropoli. Vanchiglia, sull'altra sponda del centro verso la Dora, ha un carattere più bohémien: laboratori, studi di artisti, caffè indipendenti.
Ideale per: serie contemporanee, videoclip, branded content con vibe urbano autentico — la Torino che non sembra un museo.
Lingotto e la Torino ex industriale
Il Lingotto — l'ex fabbrica FIAT con la celebre pista di collaudo sul tetto — è il simbolo di una città intera di spazi ex industriali: capannoni, officine riconvertite, ex fonderie come le OGR trasformate in poli culturali. Per una produzione significa volumi enormi, luce zenitale, superfici materiche che in studio costerebbero una fortuna ricostruire.
Ideale per: action, videoclip, fashion film, spot automotive — Torino resta la città dell'auto anche sullo schermo.
Il Parco del Valentino
Il grande parco lungo il Po, con il Castello del Valentino e il Borgo Medievale, offre natura scenografica a cinque minuti dal centro: viali alberati, riva del fiume, scorci romantici. Un'alternativa a costo logistico bassissimo rispetto a spostare la troupe fuori città.
Ideale per: scene romantiche, walk & talk, esterni di respiro senza uscire da Torino.
La collina e i panorami
Sull'altra riva del Po la città sale: ville, strade alberate e punti panoramici che abbracciano Torino con le Alpi sullo sfondo — un fondale naturale che nelle giornate limpide d'inverno diventa spettacolare. Più in là, il patrimonio delle residenze sabaude attorno alla città, da Venaria a Stupinigi, offre scenografie regali per produzioni in costume, con le procedure di autorizzazione proprie dei beni monumentali.
Ideale per: establishing shot, scene "da villa", period drama di alto profilo.
Le location private che le produzioni cercano
Accanto agli spazi pubblici c'è il mercato, in forte crescita, delle location private in affitto. Tre tipologie dominano le richieste:
Appartamenti liberty e alto-borghesi. Nella Crocetta, in centro e nei quartieri umbertini: soffitti affrescati, parquet a spina, boiserie, vetrate decorate. Perfetti per interni d'epoca senza costruire nulla. Quanto costa: indicativamente 500–1.500 € al giorno per uno shooting, a seconda di metratura, pregio e impatto della troupe.
Loft e spazi ex industriali. Ex officine e magazzini riconvertiti, spesso con cemento, ferro e grandi finestrate: la tela bianca ideale per fashion, e-commerce e videoclip. Quanto costa: in media 400–1.200 € al giorno, con tariffe orarie per le produzioni più snelle.
Ville in collina. Giardini, piscine, saloni con vista sulla città: la scenografia "da film" per spot, serie e produzioni internazionali. Quanto costa: indicativamente 1.000–3.000 € al giorno per produzioni professionali, in base a esclusività e dimensione della troupe.
Perché funziona per i proprietari: una giornata di shooting rende quanto molte notti di affitto turistico, con un impatto più controllato e contratti chiari su orari, assicurazioni e cauzioni.
La logistica di produzione: cosa sapere prima del ciak
Permessi e suolo pubblico
La regola generale è semplice: se giri in una location privata con troupe contenuta e senza occupare la strada, non servono permessi comunali. Servono invece quando occupi suolo pubblico — mezzi tecnici parcheggiati, carrelli e binari su marciapiede, chiusure di via — o quando l'attività ha impatto sulla circolazione. In quel caso si passa dagli uffici comunali competenti, con tempi che è prudente stimare in una–tre settimane a seconda della complessità. Il quadro completo, con le differenze tra riprese amatoriali, editoriali e commerciali, lo trovi nella nostra guida ai permessi per riprese e shooting in Italia.
Meteo e luce invernale
Torino ha inverni freddi ma spesso limpidi: la luce bassa e tagliente da novembre a febbraio è un regalo per chi la sa usare, e le Alpi innevate all'orizzonte valgono da sole un establishing shot. Il rovescio della medaglia: giornate corte (il sole cala prima delle 17 a dicembre) e possibilità di nebbia in autunno. Pianifica scalette realistiche sugli esterni e tieni cover set al coperto — i portici, ancora una volta, sono l'assicurazione dei production manager.
ZTL e movimentazione mezzi
Il centro storico è regolato da una ZTL attiva nelle ore centrali della giornata: i mezzi di produzione che devono entrare in zona a traffico limitato vanno autorizzati in anticipo, e i varchi con telecamere non perdonano le improvvisazioni. Prevedi la pratica per ogni targa tecnica e valuta basi logistiche appena fuori dal perimetro, con navettamento leggero verso il set.
Torino contro Milano (e Roma): il vantaggio dei costi
Facciamo i conti, in termini indicativi. Una location privata che a Milano viene proposta a 1.500–2.000 € al giorno ha spesso un equivalente torinese, per qualità architettonica pari o superiore, a 800–1.200 €. Sommando alloggi della troupe, catering, parcheggi e piccola logistica, su una settimana di riprese il risparmio complessivo può arrivare, in media, al 25–35% rispetto a Milano. Roma resta imbattibile per gli studi e per l'iconografia da grande cinema — ne abbiamo scritto nella guida alle location di film e serie TV a Roma — ma per una produzione che cerca versatilità visiva, tempi rapidi e budget sotto controllo, il capoluogo piemontese è oggi la scelta più razionale tra le grandi città italiane.
Se stai preparando uno shooting o una produzione sotto la Mole, il primo passo è vedere cosa offre il mercato delle location private: esplora appartamenti liberty, loft industriali e ville disponibili a Torino su Blocmark e blocca i tuoi spazi prima di scrivere il piano di lavorazione — a Torino il set, molto spesso, è già pronto.